Ma quanto dormi?

Come il troppo (e il troppo poco) sonno altera le prestazioni cognitive



Un sonno regolare di qualità e sufficiente per durata aiuta a mantenere una buona salute fisica e mentale.

Ci sono tuttavia diverse circostanze, come il diventare genitori, svolgere professioni impegnative, studiare, una malattia o stili di vita, ecc. che spesso impediscono alle persone di dormire sufficientemente.

Uno studio condotto dai ricercatori del The Brain and Mind Institute di Londra e pubblicato su Sleep a dicembre 2018, che ha visto la partecipazione online di oltre 40.000 persone da tutto il mondo, suggerisce che dormire troppo, o troppo poco, potrebbe avere un effetto dannoso sul cervello.

La durata del sonno non sembra compromettere in modo uniforme tutti i domini cognitivi: mentre non ha alcuna influenza sulle prestazioni della memoria a breve termine, sembra incidere sulle capacità di ragionamento, di problem solving, di concentrazione e sulle abilità verbali, che vengono compromesse sia da poche che da troppe ore di sonno.

Dai risultati è emerso anche che la quantità ottimale di sonno è simile per tutti i gruppi di età adulta, e che le funzioni cognitive sono influenzate dal sonno allo stesso modo, a prescindere dall´età.

E a chi pensava che il sonno perso non si potesse recuperare, dai risultati di questo studio è emerso il contrario: anche una sola notte di buon riposo può influire positivamente sulla nostre abilità cognitive.



Bibliografia

Dissociable effects of self-reported daily sleep duration on high-level cognitive abilities

Conor J Wild Emily S Nichols Michael E Battista Bobby Stojanoski Adrian M Owen

Sleep , Volume 41, Numero 12, 1 dicembre 2018,

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